Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
Slide background
  Bella Ciao, Milano! È un progetto della Federazione metropolitana del Partito Democratico ideato in preparazione del 70° anniversario della Liberazione dell’Italia e dell’Europa dal nazifascismo.
Il progetto si propone di far conoscere alle nuove generazioni le vicende storiche, il sacrificio e le passioni politiche che animarono gli uomini e le donne della Resistenza italiana ed europea, unitamente ai valori di libertà e democrazia all’origine della Repubblica italiana e dell’Europa unita.
Bella Ciao Milano intende, inoltre, promuovere e divulgare il ruolo che Milano e la sua area metropolitana hanno avuto nella Resistenza italiana ed europea al nazifascismo.
 
Bella Ciao, Milano! promuove la ricerca storica, iniziative celebrative e di conservazione della memoria, la comunicazione e la divulgazione del ruolo storico della Resistenza italiana ed europea anche attraverso la sperimentazione di strumenti e linguaggi innovativi. Attraverso Bella Ciao, Milano! la Federazione Metropolitana Milanese intende, quindi, dar vita ad un insieme straordinario di eventi e iniziative politiche e culturali che interesseranno e coinvolgeranno diversi Comuni del territorio metropolitano e culmineranno nella grande manifestazione nazionale organizzata dalle Associazioni Partigiane che si terrà a Milano – città Medaglia d’Oro della Resistenza – il 25 aprile 2015. 
 
Bella Ciao, Milano! è animato da un gruppo di lavoro intergenerazionale costituito da ricercatori, iscritti, volontari e aperto a tutte le persone interessate a costruire un percorso di avvicinamento al 25 Aprile 2015 partecipato e all’altezza della ricorrenza.
 
Bella Ciao, Milano! è anche uno strumento di raccolta, valorizzazione e informazione di tutte le iniziative che verranno sviluppate dalle varie articolazioni del Partito Democratico in occasione del 70° anniversario della Liberazione: da ciò che nascerà spontaneamente dalla base e dalle organizzazioni giovanili, fino alle iniziative organizzate dai gruppi degli eletti nelle Istituzioni. Si offre dunque come piattaforma per sviluppare sinergie, condividere e divulgare le iniziative celebrative, di ricerca e di promozione della storia e dei valori della Resistenza italiana ed europea.
 
Bella Ciao, Milano! non si esaurirà con le celebrazioni del 70° anniversario ma vuole essere un punto d’inizio per lasciare all’area metropolitana milanese un progetto capace di andare oltre le ricorrenze, generando partecipazione e interesse continuo per i valori e la testimonianza che la Resistenza ancora oggi ci offre, in particolare rispetto alle sfide che l’Europa ha davanti.
E’ per questo motivo che gli organizzatori hanno deciso di progettare una sezione dedicata interamente alla Resistenza in Europa dal titolo “Victory in Europe Day”, in cui verranno coinvolti giovani e rappresentanti delle Istituzioni e dei partiti italiani ed europei aderenti al PSE. Questa sezione assume un valore ancora più importante in quanto gli eventi di “Victory in Europe Day” verranno realizzati, nel territorio milanese, nelle settimane che precedono e seguono l’avvio di Expo 2015 (1 maggio 2015), garantendo alle iniziative una forte presenza e proiezione internazionale.
  • duomo1 w Per i milanesi durerà quattro anni e quasi undici mesi, 1787 giorni dai quali la città uscirà carica di lutti e di macerie.
    La città cambia e cambierà sempre più il proprio aspetto: la Milano della Rinascente e delle insegne pubblicitarie luminose si rabbuia, dall'imbrunire vige l'oscuramento con tutte le annesse limitazioni agli orari di chiusura dei locali pubblici e alla circolazione dei mezzi di trasporto pubblici e privati. Monumenti, opere d'arte e luoghi topici sono circondati da barriere di sacchetti di sabbia.
    Si infittiscono le disposizioni prefettizie e i consigli della stampa sulle misure di protezione antiaerea, sull'approntamento di rifugi spesso improvvisati, sul comportamento da tenere in caso di allarme aereo.
    Milano si costella di tabelloni, cartelli e frecce bicolori con l'indicazione dei rifugi più vicini e delle uscite di sicurezza. Con il primo massiccio bombardamento dell'ottobre 1942 e, ancor più, dopo quelli dell'agosto 1943 il paesaggio urbano sarà disseminato di macerie e caseggiati sventrati. La città si svuota.
  • rauffsaev2 wI primi ad entrare in Milano l'11 settembre 1943 sono le Waffen SS della I divisione granatieri corazzati Leibstandarte Adolf Hitler. Il presidio italiano è stato sciolto dal comandante della piazza, generale Ruggero. I comandi della Leibstandarte segnalano atteggiamenti ostili della popolazione. Nei pressi della Stazione centrale c'è una sparatoria ingaggiata da soldati italiani affiancati da operai della Pirelli. La presenza delle Waffen SS - lo stigmatizeranno gli stessi comandi della Wehrmacht - è contrassegnata nei primi giorni da violenze e saccheggi. I primi caduti sono quattro civili uccisi dalle parti di piazzale Corvetto. 
    A partire dal 13 si insediano le strutture occupazionali vere e proprie, il comando milanese della Sicherheitspolizei-Sicherhetsdienst (SIPO-SD), quelli militari della Wehrmacht, gli uffici amministrativi del Rustungs und Kriegproduktion (RuK) e delle organizzazioni Todt e Sauckel, preposti allo sfruttamento delle risorse economico-industriali e al reclutamento forzato di mano d'opera da impiegarsi in Germania.
  • CVLcomgen wDiffusasi la notizia dell'armistizio, il 9 settembre 1943 i partiti antifascisti, costituitisi in Comitato di liberazione nazionale (CLN), lanciano la creazione di una Guardia nazionale popolare che, armata e inquadrata agli ordini di ufficiali dell'esercito, lo affianchi nella difesa di Milano. L'opposizione del comandante del presidio italiano, generale Ruggero, e lo scioglimento dei reparti al suo comando, causano lo sbandamento della truppa e del volontariato civile, spianando così la strada all'ingresso delle Waffen SS in città (11 settembre 1943). A Milano, la lotta contro l'occupazione tedesca e il risorto fascismo repubblicano è caratterizzata dal parallelo sviluppo della guerriglia, condotta dai Gruppi di azione patriottica, e delle lotte politico-rivendicative di fabbrica che sfociano nello sciopero generale del 13-18 dicembre 1943 e raggiungono il culmine con quello del 1 marzo 1944, inutilmente contrastati da arresti e dalla deportazione di centinaia di lavoratori nei lager.
    Lo sviluppo della lotta evidenzia in breve tempo la centralità di Milano nella guerra di liberazione nazionale. La posizione geografica, la presenza in città dei principali organismi politici e militari clandestini, l'importanza del ruolo sempre più assunto nei rapporti avviati con gli alleati, con il CLN centrale di Roma e verso l'intero movimento resistenziale, inducono il CLN romano a conferire a quello milanese i poteri di governo straordinario del Nord (fine gennaio 1944).
  • pesce wMartedì, 24 aprile 1945 Il bollettino di guerra germanico non arriva più.
    Ore 07.00 circa. Luigi Longo redige l'ordine dell'insurrezione. Tutte le formazioni garibaldine milanesi devono iniziare le operazioni insurrezionali alle ore 14.00 del 25 aprile.
    Ore 08.30. Pietro Secchia riceve le direttive di Luigi Longo e le dirama immediatamente attraverso le staffette del comando.
    Ore 10.00. Riunione dei comandanti garibaldini di Sesto San Giovanni. Vinicio Franchini, comandante il gruppo brigate Garibaldi, impartisce le ultime disposizioni concordate con il Comando piazza di Milano: il grosso delle brigate SAP di Sesto, all'ora X, dovrà uscire dalle fabbriche e dirigersi verso la Breda e la Pirelli i cui grandi stabilimenti verranno collegati fra loro aprendo dei varchi nelle mura di recinzione lungo via Chiese che li divide, in modo da costituire un unico quadrilatero circondato da alte mura e quindi più facilmente difendibile. La Ercole Marelli, Magneti Marelli e Falck dovranno accogliere tutte le forze provenienti dalle piccole e medie fabbriche e i cittadini volontari che siano comunque conosciuti. Il nucleo dei carabinieri di Sesto ha assicurato il suo appoggio ai partigiani ed al commissariato di Sesto i poliziotti sono disposti a lasciarsi disarmare.
  • generale 760x617Le mappature esposte sono tratte dall'originale di una delle cartine in uso all'apparato politico clandestino della Federazione comunista milanese durante l'occupazione tedesca. 
    I confini dei settori clandestini non ricalcano pertanto quelli adottati dalle diverse organizzazioni militari partigiane facenti capo ai partiti del CLN.  La mappatura delle basi clandestine, degli arresti e dei caduti partigiani è il risultato di quanto è stato possibile ricostruire allo stato attuale delle fonti archivistiche e bibliografiche e non deve essere intesa come esaustiva.
    Molti più furono gli arrestati, i caduti e le basi clandestine della lotta resistenziale milanese. La mappatura delle azioni partigiane è basata quasi esclusivamente sullo spoglio dei Bollettini delle azioni redatti dal Comando piazza di Milano. Non potendo rendere conto delle centinaia di azioni di disarmo incruento, di propaganda e di sabotaggio di vario tipo, sono riportate solo le azioni armate cruente e, a titolo d'esempio, alcune azioni propagandistiche condotte nei cinema e in alcune fabbriche, ricordando, anche in questo caso, che il numero complessivo delle azioni armate fu senza dubbio superiore a quello di cui è rimasta traccia documentale. 
profilopartigiani1000