Partigiani - Bella Ciao, Milano!

Alleati e Resistenza Non ci fu mai ostilità

IL SAGGIO TOMMASO PIFFER:
L' APPOGGIO FU PIENO, COME IN ALTRI PAESI IN GUERRA IL RETROSCENA CRITICHE USA ALLA GRAN BRETAGNA PER I SUOI INTERESSI IMPERIALI
Alleati e Resistenza Non ci fu mai ostilità
È difficile pensare a discriminazioni di Londra e Washington contro la sinistra in Italia, mentre consegnavano la Jugoslavia a Tito
Un libro smentisce il boicottaggio dei partigiani «rossi» Solo incomprensioni
Ci fu una certa cautela negli aiuti agli antifascisti, ricambiata da accuse di «malafede» e «machiavellismo»
Opportunismo«Le file delle formazioni ribelli si sono ingrossate in modo vistoso ora che la vittoria appare sicura»
[ FONTE: Corriere della sera autore Paolo Mieli ]

Formazioni Partigiane

Queste le affiliazioni politiche all'interno del Corpo volontari della libertà:

  • Le Brigate Garibaldi, i GAP e le SAP facevano prevalentemente riferimento al Partito Comunista Italiano (PCI).
  • Le formazioni di Giustizia e Libertà facevano riferimento al Partito d'Azione (PdA).
  • Le formazioni "Giacomo Matteotti" facevano riferimento al Partito Socialista Italiano (PSI).
  • Le Brigate Fiamme Verdi, le Brigate del popolo e le Brigate Osoppo facevano riferimento alla Democrazia cristiana (DC) e al mondo cattolico in generale, insieme al movimento dei cattolici comunisti.
  • Le formazioni monarchiche e badogliane (chiamati anche azzurri) erano principalmente composte da partigiani di estrazione borghese e di idee liberali o conservatrici, accomunati dalla fedeltà alla Monarchia. Facevano riferimento alla Casa Reale e riconoscevano in Raffaele Cadorna il loro capo militare. Erano nati dai reparti del regio esercito che rifiutarono la logica del «tutti a casa», abbracciando la lotta partigiana. Avendo conservato la loro struttura gerarchica, i partigiani azzurri poterono apportare alla Resistenza l'esperienza bellica e la consuetudine di rapporti coi militari alleati, essenziale per ricevere rifornimenti ed aiuti, tra questi ricordiamo il 1O Gruppo Divisioni Alpine comandato da Enrico Martini.
  • Gruppi come l'Organizzazione Franchi di Edgardo Sogno rappresentavano il Partito Liberale Italiano ed i monarchici.
  • Esistevano inoltre organizzazioni esplicitamente trotskiste, come la formazione Bandiera Rossa Roma, nota anche come Movimento Comunista d'Italia e formazioni di tendenza anarchica, come le Brigate Bruzzi-Malatesta di Milano.

Non sempre le denominazioni originarie erano strettamente collegate ai partiti di riferimento. Ad esempio le Brigate Osoppo del Friuli, che erano nate con un grande contributo del PdA, accentuarono la loro dipendenza dalla DC e dal clero friulano. Le Brigate Fiamme Verdi si diversificarono nel territorio: quelle lombarde, nate dagli intellettuali cattolici, si trasformarono in formazioni solo "militari" con orientamento genericamente liberale; quelle reggiane, invece, furono direttamente guidate dalla DC alla quale facevano riferimento anche le Brigate del Popolo. Similmente le formazioni Mazzini che in Lombardia facevano riferimento al PRI in Veneto non avevano il medesimo legame.

Milano 1940-1945

Gli avvenimenti che portarono alla resa delle truppe tedesche: Milano fu la base del Comitato di Liberazione Nazionale per l’Alta Italia che coordinò la Resistenza e chiuse i conti con il fascismo e con Mussolini. I confini tra emozioni e storiografia. Al ruolo di Milano in quei cruciali eventi sono dedicate le pagine di questa sezione del sito Bella Ciao, Milano!