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Partigiani

Nell'Italia centro-settentrionale i partigiani combattono una guerra che ha tre anime - è insieme una lotta di liberazione, una guerra civile e una lotta per la democrazia - e che avrà un forte rilievo politico per il futuro della penisola, soprattutto al Nord, dove arriverà a liberare le grandi città prima dell'arrivo degli Alleati.
Nel settembre del 1943 si costituiscono i GAP (Gruppi di Azione Patriottica), che sono formati in genere da quattro o cinque uomini, hanno come riferimento politico il Partito Comunista e agiscono in città. In montagna, nelle vallate e nelle campagne sorgono invece basi partigiane ben organizzate e formazioni militarmente inquadrate, che si riconoscono nei diversi partiti del Comitato di Liberazione Nazionale (Partito Comunista, Partito Socialista di Unità Proletaria, Partito d'Azione, Democrazia Cristiana, Partito Liberale e Democrazia del Lavoro).
Nell'estate del 1944 vengono organizzate le Squadre d'Azione Patriottica (SAP), gruppi paramilitari prevalentemente impegnati in ambito urbano, con compiti di propaganda nelle fabbriche, di sabotaggio e di raccordo tra città e lotta partigiana.
I partigiani combattenti riconosciuti alla fine del conflitto saranno 232.481, la metà dei quali comunisti, un quarto di Giustizia e Libertà, i restanti autonomi, democristiani e socialisti.

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