Brigate Osoppo-Friuli

Furono formazioni partigiane autonome fondate presso la sede del Seminario Arcivescovile di Udine il 24 dicembre 1943 su iniziativa di volontari di ispirazione laica, liberale, socialista e cattolica, gruppi già attivi dopo l'8 settembre nella Carnia e nel Friuli.
I fini della Osoppo erano cooperare in autonomia con le formazioni garibaldine comuniste e contribuire alla lotta antifascista contro le forze occupanti tedesche. Quest'ultime avevano infatti istituito la Operationszone Adriatisches Küstenland, sottraendo di fatto l'intero territorio del Friuli-Venezia Giulia all'autorità della Repubblica Sociale Italiana ed instaurando un rigido regime di repressione e spogliazione, avvalendosi della partecipazione di reparti di SS etniche, di cosacchi e di forze repubblicane fasciste.
Il raggruppamento ebbe al comando:
Candido Grassi (nome di battaglia "Verdi"), Manlio Cencig (nome di battaglia "Mario"), due capitani del Regio Esercito Italiano e don Ascanio De Luca (già cappellano degli Alpini in Montenegro e in quel momento parroco a Colugna, frazione di Tavagnacco).
A causa della complessa situazione politico-militare presente nel territorio friulano e della Venezia Giulia, al centro di opposti nazionalismi e di secolari rivalità etnico-territoriali, le formazioni della Osoppo ebbero rapporti spesso conflittuali con i reparti garibaldini comunisti e furono in contrasto con le forze partigiane sloveno-jugoslave.
In questa situazione complessa e difficile, caratterizzata da odii interetnici, politica di potenza, spirito di vendetta, opposti nazionalismi, estremismi ideologici, repressioni, deportazioni, rappresaglie, le prime formazioni partigiane decise ad opporsi all'occupante tedesco ed alle forze collaborazioniste della RSI, si formarono nell'udinese, con gli autonomi di Mario Cencigh, i comunisti di Giacinto Calligaris e Mario Lizzero, gli azionisti di Fermo Solari; nella Venezia-Giulia con la Brigata Proletaria (distrutta a Gorizia dai tedeschi) ed altre formazioni comuniste a Tarnova, a Trieste e nell'Istria.
Le due componenti fondamentali della Resistenza in queste regioni furono i comunisti, provenienti dal ceto operaio del Veneto orientale, e le popolazioni contadine e i borghesi, saldamente ancorati alla Chiesa cattolica, accomunati dall'odio antitedesco, ma divisi dalle ideologie; le componenti azioniste e socialiste, particolarmente deboli, confluirono con le formazioni prevalentemente cattoliche nella brigata Osoppo, che venne costituita nel novembre-dicembre 1943.
 
Lo scopo delle formazioni autonome Osoppo, in cui confluirono oltre agli elementi costitutivi cattolici anche le formazioni gielliste e socialiste presenti nella regione, era quello di combattere contro i tedeschi e i fascisti per uno stato democratico all'interno della Resistenza, cercando di mantenere una collaborazione attiva con le unità comuniste garibaldine e salvaguardando inoltre gli interessi della popolazione italiana del Friuli e della Venezia-Giulia, di fronte alle forze partigiane jugoslave, efficienti, combattive ed accese da un forte spirito nazionalistico e antifascista.
Furono scelti come segno di riconoscimento il cappello alpino ed il fazzoletto verde.
La scelta del nome fu particolarmente significativa: durante i moti risorgimentali del 1848, la fortezza della cittadina di Osoppo aveva opposto una strenua resistenza all'esercito imperiale austriaco, che l'assediava, fino ad ottenere di uscire dalla fortezza con l'onore delle armi per raggiungere Venezia dove ancora si combatteva.
Il raggruppamento decise di rimanere autonomo nel campo operativo, secondo quanto richiesto dai membri non comunisti nella seduta del CLN del 25 novembre 1943, tra i quali il sacerdote don Aldo Moretti "Lino" e l'azionista Fermo Solari.
Le Osoppo decisero di accettare invece la direzione politica da parte del CLN di Udine, rifiutata invece dalle brigate Garibaldi, che già operavano nel Friuli Orientale con 4 battaglioni dal 9 settembre 1943.

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