Le missioni alleate e il conflitto tra le Brigate Osoppo e le Brigate Garibaldi

Sin dal luglio 1944 l'OSS (il servizio segreto degli USA che poi diventerà l'attuale CIA, relativo alle operazioni all'estero) aveva avviato in Friuli una propria missione di collegamento con i partigiani, denominata Chicago-Texas. La missione era guidata da due agenti italiani affiliati al PCI, Alfredo Michelagnoli e Giuseppe Gozzer
La missione fu organizzata sulla scorta di un più ampio accordo tra OSS e Partito comunista, che prevedeva l'arruolamento di "uomini esperti" indicati dal partito, in cambio della possibilità, per quest'ultimo, di utilizzare le radio del servizio segreto per comunicare con i propri dirigenti nell'Italia occupata dai nazifascisti.
Gozzer, tuttavia, sebbene alla testa di una missione alleata, divenne presto capo di stato maggiore della Brigata Garibaldi Friuli, generando incertezze tra i membri del SOE (uno dei vari servizi segreti britannici per operazioni dietro le linee nemiche), già operanti in zona, i quali non avevano chiaro quando considerare le sue iniziative come adottate nella sua qualità di rappresentante degli statunitensi, o in quella di comandante partigiano e comunista.
D'altra parte, non esisteva alcun coordinamento specifico tra le missioni OSS e SOE e questo, a prescindere dal differente approccio politico tra statunitensi e britannici, generò "la più completa confusione", arrivando a mettere in concorrenza involontaria le missioni inviate indipendentemente su uno stesso territorio, e generando inefficienza e pericoli indebiti per gli stessi agenti alleati. Inoltre, il diverso approccio delle differenti missioni alleate non forniva ai partigiani una coerente immagine dell'alleanza angloamericana, e rendeva meno efficace la loro azione militare.
La scarsità del materiale inviato per via aerea dagli Alleati (sempre subordinato alle esigenze belliche su altri fronti e, comunque, a partire da una disponibilità limitata, frutto della percezione dei partigiani di una disponibilità teorica illimitata da parte angloamericana e, soprattutto, lo scarto notevole tra le promesse delle missioni e il materiale effettivamente giunto (oltre alle differenze riscontrabili tra le promesse di agenti OSS e agenti SOE), indusse - secondo un agente operante in Carnia - l'assunzione da parte della Resistenza locale di un atteggiamento cinico conseguente allo svilupparsi di una scarsa fiducia verso gli Alleati, incoraggiando così la propaganda rivoluzionaria e l'adesione a tendenze filorusse.
In generale, come spiega Claudio Pavone, se i rifornimenti non giungevano, o se ne giungevano pochi, si tendeva, in alcune occasioni, a ritenere che ciò fosse dovuto al fatto che gli eserciti "inglese e americano erano pur sempre strumenti di due potenze capitalistiche e imperialistiche".
L'agente Nicholson, del servizio britannico, che pure appoggiava il punto di vista garibaldino nelle trattative con le Brigate Osoppo, valutò con estrema durezza l'operato del Gozzer, stigmatizzando come, a suo parere, l'OSS stesse affidandosi ad un "fantoccio mercenario" completamente sotto il controllo "del più violento comunista" del nord Italia.
Dal canto suo, Michelagnoli inviava rapporti all'OSS nei quali elogiava le Garibaldi per lo "spirito combattivo" e il "sicuro antifascismo", mentre accusava le Osoppo di avere tra i propri membri numerosi ex fascisti e personaggi politicamente compromessi, pur rimarcando come tra le due formazioni non vi fossero incidenti degni di nota.
A proporre una diversa visione all'OSS vennero i rapporti di un'altra propria missione - guidata da uno statunitense, il maggiore Lloyd Smith - inviata in zona e controllata da una sezione del servizio diversa da quella responsabile per la Chicago-Texas. Lloyd Smith, nei propri rapporti, segnalò Gozzer come un attivo propagandista comunista, impegnato nel sabotare scientemente i tentativi di pacificazione tra diverse formazioni partigiane nei quali lo stesso Lloyd Smith era impegnato.
Lloyd Smith chiese inutilmente al proprio comando che gli fosse conferita l'autorità necessaria per imporre il suo punto di vista - che era quello politico di parte alleata, che riteneva utile e necessaria la pacificazione e il coordinamento tra le Osoppo e le Garibaldi - arrivando a minacciare il ritiro della propria missione. Nel novembre 1944 giunsero al comando OSS di Caserta proteste simili di parte britannica, relative alla medesima situazione. Tuttavia, il responsabile della missione criticata, Suhling, respinse duramente al mittente le accuse, ribaltandole su Nicholson e Smith, sostenendo fossero essi a dare un connotato politico alla loro azione nel tentare di "unificare formazioni di diversa estrazione ideologica", contribuendo così ad interpretare l'azione alleata come una "pressione politica" e pretendendo di "influenzare se non di dirigere" le organizzazioni partigiane. Suhling concluse proponendo la rimozione di Smith.
I faticosi ma largamente infruttuosi tentativi di pacificazione ed unificazione delle formazioni Osoppo e Garibaldi condotti dagli agenti inglesi durante l'estate del 1944 fallirono definitivamente quando la zona fu sottoposta a violenti rastrellamenti da parte tedesca. Nicholson non poté che prendere atto che, tra i garibaldini, l'ostilità verso gli Alleati (per la scarsità di lanci di rifornimento e per gli scarsi progressi dell'avanzata in Italia) e verso le Osoppo era cresciuta, anziché diminuire. Le Garibaldi avevano parallelamente aumentato la loro attività politica. Addirittura, gli agenti inglesi erano stati minacciati di arresto e di fucilazione.
A seguito di tali fatti e di tali minacce, lo stesso Nicholson si spostò verso Udine, abbandonando così il settore. Sul lato orientale del fiume Tagliamento (che, con un vasto letto ghiaioso largo circa un chilometro costituiva un vero confine naturale) la situazione era ancora più difficile, in quanto tale territorio era apertamente rivendicato dai partigiani jugoslavi.
Questi, ad una politica fortemente ostile verso le Osoppo, univano continue pressioni affinché i garibaldini fossero posti direttamente alle loro dipendenze. Un agente alleato inviato nella zona, al seguito del maggiore Thomas MacPherson, scrisse al suo comando una relazione nella quale segnalava che il IX Korpus sloveno considerava il maggiore e le Osoppo come collaboratori dei tedeschi e che, per questo motivo, sia la missione inglese, sia le Osoppo andavano eliminate a qualunque costo, in quanto considerati elementi che si opponevano al loro disegno annessionistico.
Le Osoppo, in particolare, erano considerate un "nemico naturale" dai partigiani sloveni, che conducevano una violenta propagada contro di essi, giungendo a disarmarle ove possibile, e rifiutando loro ogni diritto di reclutamento. A quel punto, concludeva l'agente, le Osoppo si trovavano a combattere contro sette nemici contemporaneamente: i tedeschi, i russi (al servizio dei tedeschi), i fascisti repubblicani, gli sloveni, i garibaldini, le spie civili e l'inverno. Nel novembre 1944 la divisione Garibaldi Natisone trasse il dado e passò alle dirette dipendenze degli sloveni, chiudendo ogni contatto con le Osoppo. MacPherson, sollecitato anche dal comando Alleato a Caserta (dove giunsero poco dopo le denunce di Lloyd Smith e dei servizi inglesi), tentò un'ultima - disperata, quanto infruttuosa - mediazione.
Il 15 dicembre 1944 Macpherson incontrò i capi della Natisone e lamentò come dal momento del loro passaggio alle dipendenze del IX Korpus, si fossero verificati frequenti incidenti tra le brigate garibaldine e le Osoppo, aggiungendo che le divergenze politiche andavano assolutamente rimandate a dopo la fine della guerra, e che in nessun caso potevano costituire intralcio alle operazioni militari, sottolineando, a titolo di rassicurazione, come gli Alleati fossero vincolati da accordi internazionali a non ingerirsi nelle questioni politiche interne dei singoli Paesi liberati. Ma l'appello cadde nel vuoto e, anzi, la situazione continuò a precipitare. Negli stessi giorni un agente inglese, il caporale Michael Trent rimase ucciso in circostanze mai definitivamente chiarite, forse dagli sloveni, i quali fecero correre voce che sia MacPherson, sia Trent, erano stati da essi condotti "davanti alla giustizia".
Nella sua relazione stesa dopo la fine della guerra, MacPherson espresse la convinzione che i garibaldini avessero accettato il suggerimento di un comando unificato con le Osoppo solo al fine di ottenere in cambio un aumento dei lanci di rifornimento alleati, accaparrandosi poi la maggior parte delle armi, che conservarono durante l'attacco autunnale tedesco, mentre le Osoppo, pesantemente sconfitte, persero gran parte del loro equipaggiamento.
Il passaggio della Natisone sotto comando sloveno segnò l'occupazione di tutta la zona da parte del IX Korpus che, secondo MacPherson, vi dichiarò illegale l'italiano, impondendo in ogni ambito l'uso dello sloveno e organizzarono alcuni "plebisciti" annessionistici con le schede aperte sotto la minaccia delle armi. Lanciarono inoltre una violenta campagna propagandistica contro le Osoppo, arrestandone e deportandone alcune staffette, e accusando gli osoviani di capitalismo, fascismo, e collaborazione con i tedeschi. Tuttavia furono gli sloveni, in un certo senso, a collaborare con i tedeschi, segnalando loro le basi e i movimenti delle Osoppo.
Al contempo, sia le Osoppo che la missione inglese furono accusate di essere spie tedesche.
Nonostante tali denunce, la posizione del SOE non fu modificata in senso anticomunista e, anzi, esso si preoccupò di lasciare chiaro che le posizioni espresse dai suoi agenti sul campo fossero da attribuire esclusivamente ad essi stessi, e non al servizio. Pertanto, agli inizi di febbraio 1945, comunicò ai propri agenti che non era possibile intervenire in alcun modo sugli sloveni, e che gli agenti erano tenuti a tenersi fuori da qualsiasi scontro tra sloveni e partigiani non comunisti. Solo pochi giorni dopo fu consumato l'eccidio di Porzûs.
Nella sua relazione finale, MacPherson lo definì come punto culminante di una campagna che durava da diversi mesi e aggiunse che, nelle intenzioni slovene, anche la missione inglese avrebbe dovuto essere eliminata allo stesso modo.

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