Marie Kuderikova

Operaia, membro dell’organizzazione clandestina di Brno del Partito Comunista Cecoslovacco. Dopo essere stata pedinata dalla Gestapo, viene arrestata mentre lavora in fabbrica, nel dicembre 1941. Durante gli interrogatori, nei quali si prende l’intera responsabilità dell’attvità svolta, viene seviziata e percossa al punto che rimane sorda da un orecchio. Trasferita a Praga, non modifica la sua deposizione e viene successivamente trasferita a Brno, Jihlava, al “Petschek” di Praga e a Breslavia (Germania). Processata dal Tribunale del Popolo di Breslavia il 16 novembre 1942, è condannata a morte. Decapitata a Breslavia, alle 18.30 del 26 marzo 1943, insieme al giovane che l’aveva denunciata e al suo compagno.
 Oggi, 26.3.1943, alle sei e mezzo di sera, due giorni dopo aver compiuto il mio 22° anno di vita, trarrò l’ultimo respiro. Eppure respirerò fino all’ultimo momento. Vivere e credere. Ho sempre avuto il coraggio di vivere, non lo perderò neppure faccia a faccia con quella che, nel linguaggio degli uomini, si chiama morte. Vorrei prendere su di me tutta la vostra tristezza, il vostro dolore. Sento la forza di portarli per voi, il desiderio di portarli via con me. Vi prego, vi prego, abbiate anche voi la forza, non soffrite, non piangete! Io vi amo, io vi stimo tanto. Mi ha sempre infuso coraggio la lettura delle vostre parole. Avete fatto tutto ciò che era umanamente nelle forze di coloro che amano. Non rimproveratevi nulla, so tutto, sento tutto, leggo tutto nei vostri cuori. Oggi è una bella giornata. Vi trovate in qualche punto del campo o del giardinetto. Sentite, come io sento, questo profumo, questa bellezza? Profumo di patate bollite, fumo e rumore di cucchiai, uccelli, firmamento. La vita. La vita col suo battito   
 

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