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In breve la storia della Brigata Ebraica

 La storia dei corpi combattenti ebraici è sempre stata contrastata e difficile, a partire dal 1914 quando Vladimir Jabotinsky, scrittore e attivista sionista,e Joseph Trumpeldor ex ufficiale decorato dell’esercito russo nella guerra russo-giapponese, si batterono per la costituzione di una formazione combattente di ebrei in Palestina.
Vladimir Jabotinsky
Le autorità britanniche che all’epoca controllavano l’area di Gerusalemme, Tel Aviv, Jaffa e gli insediamenti della Giudea, ostacolarono il progetto e concessero la formazione di un piccolo gruppo di volontari, il Zion Mule Corps (Mulattieri di Sion) formato da 650 ebrei fuoriusciti in Egitto, che si distinse nella battaglia di Gallipoli contro i turchi, potenza all’epoca occupante gran parte del Medio Oriente.
Jabotisky continuò la sua entusiastica opera di persuasione nei confronti delle autorità britanniche, e finalmente si arrivò alla formazione della Legione Ebraica. L’unità combattente comprendeva il 38° Battaglione dei Royal Fusiliers (City of London Regiment)che includeva nuovi volontari e membri del Zion Mule Corps oltre a molti ebrei immigrati recentemente dalla Russia. Ze'ev Jabotinsky nella sua opera The Jewish Legion in the World War, (New York, 1945, p.164) fornisce questi dati di arruolamento: 34% dagli Stati Uniti, 30% dalla Palestina, 28% Inghilterra, 6% Canada, 1% ebrei fatti prigionieri come soldati turchi, 1% dall’ Argentina.
Nell’aprile del 1918 fu unita al 39° Battaglione composto, per oltre il 50% da volontari ebrei degli Stati Uniti e del Canada. Nel giugno il 38° Battaglione fu impiegato in Palestina dove combatté per la liberazione contro l’occupazione dell’impero Ottomano. Ma dopo questi fatti, a fronte della richiesta di arruolamento di ben 20.000 uomini, il comando delle Forze armate britanniche oppose la scusa di non avere nessun ordine di arruolamento per un contingente così numeroso.
Nel 1918 l’ingresso fu concesso a poco più di mille uomini, che furono arruolati e organizzati come 40° Battaglionedei Royal Fusiliers.
Nel 1919, ormai ridotta a un battaglione, alla Legione Ebraica fu dato il nome di First Judeans, e insignita di un distintivo autonomo per il cappello della divisa: una Menorah con la parola ebraica kadima, che significa sia “avanti” che “verso oriente”.

arruolamento nella Brigata EbraicaAnaloghe difficoltà nel convincere la Gran Bretagna, l’Agenzia Ebraica le ebbe nel secondo conflitto mondiale. Dall’inizio del conflitto gli ebrei britannici e di Palestina fecero pressione sul governo di Londra perché si formasse un contingente di combattenti ebrei. All’epoca c’erano circa 20.000 ebrei in servizio nel Medio Oriente, molti di loro inquadrati in unità esclusivamente ebraiche, ma non combattenti, mentre del resto già centinaia di migliaia di ebrei stavano combattendo, in tutto il mondo, nelle armate inglesi americane e sovietiche. Nel 1940 agli ebrei di Palestina fu permesso di arruolarsi in compagnie ebraiche inquadrate nell’ East Kent Regiment (detto The Buffs), erano tre battaglioni di fanteria, inviati in Cirenaica ed Egitto, ma anche qui, come in Palestina, mantenevano soprattutto mansioni di guardia.
Alla fine le resistenze politiche degli inglesi, che avevano il problema di mantenere un certo equilibrio tra ebrei e arabi in Palestina, furono vinte dalla caparbia campagna condotta da Chaim Weizmann e, grazie anche alle simpatie sioniste di Winston Churchill, subentrato a Neville Chamberlain alla guida del governo, si arrivò così al settembre del 1944, quando, dopo sei anni di negoziazione, si formò la Brigata Ebraica.
Essa era costituita da tre battaglioni, circa 5.000 soldati (fanteria, artiglieria, genio e servizi), sotto il comando del Generale di brigata Ernest Benjamin, ebreo di cittadinanza canadese.
poster chiamata alle armiA questa unità, inquadrata nell’Ottava Armata e destinata al fronte italiano, venne concessa una autonoma insegna di battaglia: una stella di David color oro su sfondo a strisce bianche e azzurre, sotto la scritta in caratteri ebraici Chayil, acronimo di Chashivoh Yehudis Lohchemes (Brigata Ebraica Combattente), comunemente nota come Jewish Brigade Group.
 
Dopo un periodo di addestramento in Egitto la Brigata fu inviata in Italia dove continuò a prepararsi fino al mese di febbraio per giungere all’inizio di marzo in prima linea, in Romagna (fronte del Senio), dove diede il proprio eroico contributo alla liberazione della penisola.
A dimostrazione della variegata composizione della Brigata, formata sì da ebrei provenienti dalla Terra d’Israele, ma molti dei quali ancora legati alla Diaspora europea. Mentre la Brigata si trovava sparsa nel nord Europa con compiti di assistenza alle comunità ebraiche disperse, a guerra ormai conclusa, si manifestò la richiesta di molti soldati (la tabella riporta 1444 casi), di poter avere il permesso per mettersi in cerca dei propri familiari. Il Generale Benjamin appoggiò, presso le autorità britanniche, questa richiesta, spiegando che riguardava quasi 1500 soldati e l’unità morale dell’intera Brigata, ma il permesso non venne accordato.
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  • 2 - Summer 1945
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  • 4 - The JBG at the Tarvisio Pass
  • 6 - Antwerp
  • 7 - Jewish POW in Transit
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  • Bandiera sventola dalla finestra del circolo di piazza Poli
  • Giovani nell'Hakharà Kadimash - Valle Violta (Roma), 1944
  • Squadra della Brigata dopo aver battuto la squadra della'Armata Inglese.jpg
  • foto1
 
Vittoria e non battaglia
L’opera della Brigata Ebraica in aiuto dei sopravvissuti dell’Olocaust
Non ho mai avuto il mito del sabra (l’ebreo nativo di Israele), ho vissuto in Israele con gli ebrei immigrati da molti paesi. Questi ebrei vivevano a cavallo tra passato e futuro.
Semplicemente vorrei farvi capire che noialtri giovani ebrei della terra d’Israele, negli anni tra le due guerre, membri dell’Haganà o del Palmach, ci sentivamo come membri di un’altra tribù: giovane, forte, con radici salde.
Ci sentivamo diversi dagli ebrei della diaspora, dai nostri fratelli appena immigrati dall’Europa
Ma poi, l’aver militato nella Brigata Ebraica, durante la seconda guerra mondiale, mi ha fatto incontrare la realtà dell’Olocausto, ed è stato uno shock incontrare i sopravvissuti in Europa, o come si chiamavano in ebraico, “shearit hapleta”, gli sfollati.
Il mio modo di pensare è cambiato. Ho capito che appartenevamo alla stessa nazione. Da quel giorno mi resi conto che sarei stato un buon sionista nella misura in cui il mio essere sionista poteva servire alla nazione ebraica, non se vi si fosse opposto.
Mi ricordo come in quei mesi abbiamo cercato, noi soldati della Brigata, i nostri parenti che forse erano sopravvissuti all’Olocausto. Ricordo ancora il nostro commovente incontro con i sopravvissuti. Certo, alcuni di noi sostennero propositi di vendetta, ammazzare nazisti e SS. Si discusse, ricordo, di queste cose.
Ma alla fine decidemmo che la vittoria, e la vittoria dell’idea sionista, sarebbe stata la miglior vendetta contro chi aveva tentato di distruggerci.
Testimonianza dello scrittore Hanoch Bartov
Hanoch Bartov, scrittore israeliano, è uno dei protagonisti di "In Our Hands: The Hidden Story of the Jewish Brigade in World War II.", documentario sulla Brigata Ebraica. Bartov, classe 1926, fece parte della Brigata Ebraica come giovane combattente della Haganà. Nel 1948 prese parte alla Guerra d’Indipendenza di Israele, in seguito si occupato di giornalismo e si è dedicato alla scrittura come autore di romanzi.
 
  • 1 - Visit of Moshe Sharet at the Front
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  • 3 - Visit of Moshe Sharet at the Front
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  • 8 - Distribution of the post
 
Le vicende della Brigata Ebraica in Italia
in memoria e a riconoscenza del contributo ebraico alla liberazione d'Italia dal giogo nazi-fascista
 
“Essere utili soldati assegnati alle diverse formazioni dell’VIII Armata britannica, agli ordini dei comandanti inglesi era un fatto; ritrovarsi in precise compagnie composte di soli ebrei, con una propria organizzazione, un distintivo e una propria bandiera, un comandante della stessa religione, in pratica essere riconosciuti ufficialmente come Brigata Ebraica, era tutta un’altra cosa”
 
I COMBATTIMENTI IN ROMAGNA NELLA PRIMAVERA DEL 1945 FURONO FONDAMENTALI PER IL PROCESSO DI LIBERAZIONE
1 marzo. Gruppi di ricognizione della Brigata visitano l'area della Brigata Corazzata
2 marzo. Pattuglie in ricognizione. 
3 marzo. Ore 06.00. La Brigata si ricongiunta ed è passata sotto il comando dell'8° divisione Indiana. Il sergente Maggiore ausiliario (ASM) Len Sannitt aveva servito con la divisione nel deserto occidentale e in Sicilia. Il sergente si è recato in visita e ha salutato le vecchie conoscenze. Ore 12.00. La fanteria della brigata è coinvolta in un contrattacco, supportata da 12 carri armati della Royal Irish Horse (irlandese). " Successo". I prigionieri presi sono pietrificati dagl'insulti nella loro lingua e persino in dialetto. Quando sono stati interrogati, addolciti dalla paura hanno dato informazioni utili.
6 marzo. Il brigadiere TS Dobree (DSO) (MC) comandante dell'8 divisione indiana ha visitato il 2° i primi prigionieri tedeschi catturati dalla Brigata Ebraicabattaglione del Palestine Reggiment. I comandanti hanno conferito. I nemici hanno colpito gli avamposti con colpi di mortaio e granate. Nessuna perdita.
7 marzo. Un ufficiale del 2° batt. del Pal. Regt. ferito. Due soldati semplici del 1° batt. Pal. Regt. feriti. 
8 marzo. Giorno tranquillo. Un sottufficiale ferito. Calo del fuoco nemico d'artiglieria e mortai. 
10 marzo. Gli avamposti colpiti con mortai e granate.
11 marzo. Il 3° batt. Pal. Regt. dà il cambio il 2° battaglione. Un sottufficiale ferito. Claire Booth Luce, membro femminile del Congresso Statunitense, visita il quartiere generale della Brigata.
12 marzo. Colpi di mortaio e granate sugli avamposti.
13 marzo. Attività di gruppi nemici nel settore del fronte.
14 marzo. 1° batt. Pal. Regt. in pattuglia si scontra a fuoco col nemico. Un ufficiale e due sottufficiali feriti.
15 marzo. Il 3° batt. Pal. Regt. con successo ha teso un'imboscata alle pattuglie nemiche. Perdite nemiche stimate a 8. Nessuna nostra perdita subita.
16 marzo. Nostra pattuglia di giorno ha attaccato una barca lungo Fosso Vetro. Nessuna perdita.
17 marzo. 2° batt. Pal. Regt. dà il cambio al 1° batt. Pal. Reg.
18 marzo. Giorno tranquillo.
19 marzo. Durante incursioni mattutine due pattuglie del Pal. Regt. non hanno avuto alcun contatto con il nemico. La divisione ha dato istruzioni di insistere fino a che il contatto non sia stabilito. Nei combattimenti e scontri di pattuglia successivi sono stati catturati 11 prigionieri e sono stati uccisi 30 nemici. Le nostre perdite ammontano a 2 morti e 19 feriti. Il 2° battaglione rimane a Fosso Vetro. I prigionieri presi appartengono al 1° battaglione 40° reggimento 42a divisione Jaeger. 
20 marzo. Operazione completata secondo il piano. Nostre perdite 3 morti e 6 feriti. Colpi di mrabbino alle truppeortaio e granate sulle nostre postazioni durante la sera. 3° batt. Pal. Regt. respinto forte attacco di pattuglie nemiche. Nostre perdite 1 ufficiale e 2 sottufficiali feriti.
21 marzo. Fuoco nemico di Spandau e mortaio. Il reverendo Israel Brodie, cappellano delle forze di Sua Maestà, ha visitato il quartiere generale della brigata.
22 marzo. 3 nemici fuggitivi ricatturati vicino Mezzano.
25 marzo. La Jewish Infantry Brigate passa sotto il comando del 10° Corpo d'Armata, riceve l'ordine di rilevare la 43a Brigata Gurkhas di fanteria tra il 25 e il 28 marzo.
26 aprile. Il capitano Nabarro si presenta al lavoro agendo in qualità di ACMO JB Group.
27 marzo. La 3° brigata Pal. Regt. dà il cambio a 2/8 Gurkhas senza incidenti.
28 marzo. Pattuglia serale. Scontro tra il 1° batt. Pal. Regt. e il nemico. Un sottufficiale ucciso.
29 marzo. Attacco di mortaio nemico ha causato perdite nel 1° batt. Pal. Regt. 2 morti e 15 feriti. Il 1° batt. Pal. Regt. invia pattuglia a Plicotto. Scontri con il nemico. Perdite nemiche 6. Nostre perdite 1 morto e due feriti.
30 marzo. Il 1° batt. Pal. Regt. ha incontrato il nemico. Perdite inflitte al nemico. Nostre perdite un sottufficiale ucciso, due feriti.
31 marzo. Pattuglie del 1° batt. Pal Regt. hanno duri scontri col nemico. Nostre perdite 4 morti, 13 feriti e un disperso. Avamposto stabilito alla posizione M2277243.
 
1° aprile. Pattuglie del 1° batt. Pal. Regt. in duri scontri. Nostre perdite 4 morti e 13 feriti. Sdiario foto di cronacatabiliti avamposti con 13 sottufficiali. Alle ore 9 avvistate perdite nemiche portate via dall'ambulanza.
2 aprile. Giorno tranquillo.
3 aprile. Giorno tranquillo. Un prigioniero catturato alle 21. Durante la notte, dalla zona di Cuffiano altoparlanti nemici hanno trasmesso musica ad alto volume.
4 aprile. Disertore del 2° plotone 2° compagnia 1° brigata 12° reggimento sturn para Quarta Divisione Para.
6 aprile. Giorno tranquillo. Fuoco intermittente di mortaio e spandau.
7 aprile. La pattuglia del 1° batt. Pal. Regt. ha scontri. Nostre perdite 1 morto e 8 feriti.
8 aprile. Prigioniero preso dalla 4° compagnia 11° reggimento Para Quarta Divisione Para.
9 aprile. Isolati combattimenti a fuoco.
10 aprile. Inizia l'offensiva generale dell'8° Armata . Il 2° batt. Pal. Regt. ha attraversato il fiume Senio e, ha preso ed occupato l'obiettivo di mulino Fantaguzzi M233231.
11 Aprile. Fuoco intermittente di mortaio e spandau sugli avamposti difensivi. Testa del ponte attraverso il Senio estesa dal 2° batt. Pal. Regt. Il 3° battaglione ha passato il 2° ed ha incominciato l'ascesa del monte Ghebbio contro l'opposizione della retroguardia nemica.
12 aprile. Il Comando del 10° Corpo ha assegnato alla Brigata il compito di catturare monte Ghebbio 2024, Querzola 2025 e la zona di Mazzolano. Mantenuto contatto col nemico a nord del Senio. I battaglioni sono avanzati per occupare Ca Zanelli e Torre. Il 2° batt. Pal. Regt. coinvolto nel fuoco di mortaio e spandau da Padiano. Il 3° batt. Pal. Regt. ha raggiunto Serra. Ha perso 3 uomini e ne sono stati feriti 8 nell'ascesa del monte Ghebbio.
13 aprile. Avvicinato il nemico nella zona di La Torre. Nostre perdite 3 morti e 7 feriti. La pattuglie del 2° batt. Pal. Regt. avanza su La Torre colpita da fuoco di mortaio. 3 feriti. Nessun contatto col nemico.
14 aprile. Il 1° batt. Pal. Regt. attaccato da colpi di mortaio dalla zona di Stirolo Imola. Il 2° batt.Pal.Regt. si ritira e si concentra sulle zone 25824 e 243187.
15 aprile. Il 1° Batt. Pal. Regt. si ritira e si concentra sulle zone 2520.
17 aprile. Consegna di medaglia militare a Pal/15435 Moshe Zilberg del 2° batt. Pal. Regt. approvata dal Maresciallo Alexander.21 aprile Consegna di medaglia militare a Pal/38518 soldato semplice Aharon Ben Kimche del 1° batt. Pal. Regt. approvata dal Maresciallo Alexander 
28 aprile. ore 12. 643 compagnia RE Pal Field ( reparto del Genio) lasciano il comando del quartiere generale 10° corpo d'armata per essere impiegati per gli attraversamenti del fiume Po.
29 aprile. Il brigadiere Benjamin, ha pranzato insieme al Generale Lt Richard L Mc Creary KCB DSO MC MBE, comandante dell'8° armata.
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Si ringraziano:
Comunità ebraica italiana di Gerusalemme
Angela Polacco
Angelo Piattelli
Antonio Quatela
Marco Cavallarin
Samuele Rocca
Per aver concesso l'uso delle immagini. Si segnala che parte del materiale pubblicato è reperibile al sito brigataebraica.org a cura dell'Associazione Gli Amici della Brigata Ebraica che consigliamo consultare, si segnala inoltre il saggio prodotto dagli studenti dell'ISTITUTO d'Istruzione Secondaria Superiore JM KEYNES di Castel Maggiore  scaricabile dal sito.
  • duomo1 w Per i milanesi durerà quattro anni e quasi undici mesi, 1787 giorni dai quali la città uscirà carica di lutti e di macerie.
    La città cambia e cambierà sempre più il proprio aspetto: la Milano della Rinascente e delle insegne pubblicitarie luminose si rabbuia, dall'imbrunire vige l'oscuramento con tutte le annesse limitazioni agli orari di chiusura dei locali pubblici e alla circolazione dei mezzi di trasporto pubblici e privati. Monumenti, opere d'arte e luoghi topici sono circondati da barriere di sacchetti di sabbia.
    Si infittiscono le disposizioni prefettizie e i consigli della stampa sulle misure di protezione antiaerea, sull'approntamento di rifugi spesso improvvisati, sul comportamento da tenere in caso di allarme aereo.
    Milano si costella di tabelloni, cartelli e frecce bicolori con l'indicazione dei rifugi più vicini e delle uscite di sicurezza. Con il primo massiccio bombardamento dell'ottobre 1942 e, ancor più, dopo quelli dell'agosto 1943 il paesaggio urbano sarà disseminato di macerie e caseggiati sventrati. La città si svuota.
  • rauffsaev2 wI primi ad entrare in Milano l'11 settembre 1943 sono le Waffen SS della I divisione granatieri corazzati Leibstandarte Adolf Hitler. Il presidio italiano è stato sciolto dal comandante della piazza, generale Ruggero. I comandi della Leibstandarte segnalano atteggiamenti ostili della popolazione. Nei pressi della Stazione centrale c'è una sparatoria ingaggiata da soldati italiani affiancati da operai della Pirelli. La presenza delle Waffen SS - lo stigmatizeranno gli stessi comandi della Wehrmacht - è contrassegnata nei primi giorni da violenze e saccheggi. I primi caduti sono quattro civili uccisi dalle parti di piazzale Corvetto. 
    A partire dal 13 si insediano le strutture occupazionali vere e proprie, il comando milanese della Sicherheitspolizei-Sicherhetsdienst (SIPO-SD), quelli militari della Wehrmacht, gli uffici amministrativi del Rustungs und Kriegproduktion (RuK) e delle organizzazioni Todt e Sauckel, preposti allo sfruttamento delle risorse economico-industriali e al reclutamento forzato di mano d'opera da impiegarsi in Germania.
  • CVLcomgen wDiffusasi la notizia dell'armistizio, il 9 settembre 1943 i partiti antifascisti, costituitisi in Comitato di liberazione nazionale (CLN), lanciano la creazione di una Guardia nazionale popolare che, armata e inquadrata agli ordini di ufficiali dell'esercito, lo affianchi nella difesa di Milano. L'opposizione del comandante del presidio italiano, generale Ruggero, e lo scioglimento dei reparti al suo comando, causano lo sbandamento della truppa e del volontariato civile, spianando così la strada all'ingresso delle Waffen SS in città (11 settembre 1943). A Milano, la lotta contro l'occupazione tedesca e il risorto fascismo repubblicano è caratterizzata dal parallelo sviluppo della guerriglia, condotta dai Gruppi di azione patriottica, e delle lotte politico-rivendicative di fabbrica che sfociano nello sciopero generale del 13-18 dicembre 1943 e raggiungono il culmine con quello del 1 marzo 1944, inutilmente contrastati da arresti e dalla deportazione di centinaia di lavoratori nei lager.
    Lo sviluppo della lotta evidenzia in breve tempo la centralità di Milano nella guerra di liberazione nazionale. La posizione geografica, la presenza in città dei principali organismi politici e militari clandestini, l'importanza del ruolo sempre più assunto nei rapporti avviati con gli alleati, con il CLN centrale di Roma e verso l'intero movimento resistenziale, inducono il CLN romano a conferire a quello milanese i poteri di governo straordinario del Nord (fine gennaio 1944).
  • pesce wMartedì, 24 aprile 1945 Il bollettino di guerra germanico non arriva più.
    Ore 07.00 circa. Luigi Longo redige l'ordine dell'insurrezione. Tutte le formazioni garibaldine milanesi devono iniziare le operazioni insurrezionali alle ore 14.00 del 25 aprile.
    Ore 08.30. Pietro Secchia riceve le direttive di Luigi Longo e le dirama immediatamente attraverso le staffette del comando.
    Ore 10.00. Riunione dei comandanti garibaldini di Sesto San Giovanni. Vinicio Franchini, comandante il gruppo brigate Garibaldi, impartisce le ultime disposizioni concordate con il Comando piazza di Milano: il grosso delle brigate SAP di Sesto, all'ora X, dovrà uscire dalle fabbriche e dirigersi verso la Breda e la Pirelli i cui grandi stabilimenti verranno collegati fra loro aprendo dei varchi nelle mura di recinzione lungo via Chiese che li divide, in modo da costituire un unico quadrilatero circondato da alte mura e quindi più facilmente difendibile. La Ercole Marelli, Magneti Marelli e Falck dovranno accogliere tutte le forze provenienti dalle piccole e medie fabbriche e i cittadini volontari che siano comunque conosciuti. Il nucleo dei carabinieri di Sesto ha assicurato il suo appoggio ai partigiani ed al commissariato di Sesto i poliziotti sono disposti a lasciarsi disarmare.
  • generale 760x617Le mappature esposte sono tratte dall'originale di una delle cartine in uso all'apparato politico clandestino della Federazione comunista milanese durante l'occupazione tedesca. 
    I confini dei settori clandestini non ricalcano pertanto quelli adottati dalle diverse organizzazioni militari partigiane facenti capo ai partiti del CLN.  La mappatura delle basi clandestine, degli arresti e dei caduti partigiani è il risultato di quanto è stato possibile ricostruire allo stato attuale delle fonti archivistiche e bibliografiche e non deve essere intesa come esaustiva.
    Molti più furono gli arrestati, i caduti e le basi clandestine della lotta resistenziale milanese. La mappatura delle azioni partigiane è basata quasi esclusivamente sullo spoglio dei Bollettini delle azioni redatti dal Comando piazza di Milano. Non potendo rendere conto delle centinaia di azioni di disarmo incruento, di propaganda e di sabotaggio di vario tipo, sono riportate solo le azioni armate cruente e, a titolo d'esempio, alcune azioni propagandistiche condotte nei cinema e in alcune fabbriche, ricordando, anche in questo caso, che il numero complessivo delle azioni armate fu senza dubbio superiore a quello di cui è rimasta traccia documentale. 
profilopartigiani1000